
Ieri sera stranamente non avevo niente in frigorifero… o meglio ho fatto una mega spesa per la casa in cui ha la sede la mia attività e così dovrò fare un’altra spesa per dove abito.
Comunque non avendo quasi nulla, ho deciso di fare il salvavita-risotto che comunque lo si faccia anche solo al vino bianco con un po’ di parmigiano viene sempre molto buono.
Però volevo provare a farlo un po’ diversamente e così, dopo aver scartato le rape (va bene tutto ma le rape le preferisco in purezza), ho pensato di utilizzare qualche melina stanca e rattrappita che stava sul tavolo della cucina. Sono piccole mele rosse non più tanto belle da mangiarsi crude, ma ancora buone, solo un po’ gommose. Ne ho tagliata a pezzettini una e l’ho unita ad un soffritto di scalogno.
Ho aggiunto il riso per farlo tostare un po’ e per far assorbire il sapore direttamente dagli ingredienti fin da subito. Poi ho aggiunto, in parti uguali, del vermut dry e del succo di mela (mezzo bicchiere in tutto).
Una volta evaporato il liquido, ho aggiunto poco alla volta il brodo vegetale (io uso un brodo biologico tedesco, davvero ottimo). A metà cottuta ho spolverato il risotto con una polvere che si chiama five-spices ovvero delle 5 spezie, è una polvere usata nella cucina asiatica, in particolare quella cinese. In questa polvere si sente la cannella (perfetta con la mela) ma non troppo pronunciata altrimenti il risotto potrebbe sembrare un po’ troppo ad un dolce, liquirizia, scorze di arancia, anice stellato, pepe del sichuan e qualcos’altro. Bisogna metterne davvero poca, solo per un vago profumo più speziato.
Verso fine cottura ho poi aggiunto un po’ di caciotta dolce invece del solito parmigiano.
E’ venuto davvero una delizia, per questo ho pensato di condividere con voi questa ricetta dell’ultimo momento. E’ vero che io solitamente ho in casa succo di mela (perché mi piace molto) e spezie particolari, così come il vermut che è indispensabile in tante ricette a base di pesce e crostacei, però penso che potrebbe comunque venire bene con vino bianco e con spezie più tradizionali, magari la noce moscata.
A voi sperimentare!